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La libertà

 

Significato

Quando parliamo di libertà intendiamo la condizione per cui una persona può decidere di pensare, agire senza costrizioni ed esprimersi in qualsiasi modo, ricorrendo alla volontà di ideare e mettere in atto un’azione, attraverso una libera scelta degli strumenti che vengono ritenuti utili per realizzarla.

Costituzione:  articolo  13

La libertà personale è inviolabile.

Non è ammessa forma alcuna di detenzione, di ispezione o perquisizione personale, né qualsiasi altra restrizione della libertà personale, se non per atto motivato dell'Autorità giudiziaria e nei soli casi e modi previsti dalla legge. In casi eccezionali di necessità ed urgenza, indicati tassativamente dalla legge, l'autorità di Pubblica sicurezza può adottare provvedimenti provvisori, che devono essere comunicati entro quarantotto ore all'Autorità giudiziaria e, se questa non li convalida nelle successive quarantotto ore, si intendono revocati e restano privi di ogni effetto.                                                                                        

 È punita ogni violenza fisica e morale sulle persone comunque sottoposte a restrizioni di libertà.

La legge stabilisce i limiti massimi della carcerazione preventiva.

Realtà

La libertà di un individuo finisce dove comincia quella di un altro.

Agire liberamente non comporta il diritto di ledere la libertà di altri.

C’è bisogno, quindi, di regole, che possiamo trovare nei trattati nazionali e nella nostra Costituzione; i quali contengono, in diversi articoli, i diritti della libertà. Avere delle regole e rispettarle, è necessario per avere una società civile. E’ giusto avere delle limitazioni che siano uguali per tutti.

Questo consente il mantenimento di un equilibrio all’interno della convivenza tra le persone. L’ assenza di leggi, comporterebbe soltanto il caos, e probabilmente, la violenza. E’ importante capire che dietro ad una norma, si nasconde, in realtà, la possibilità di stare bene con se stessi e, allo stesso modo, con gli altri. Viene considerato libero chi non distrugge le regole di convivenza, che permettono a tutti di vivere a realizzarsi. E’ libero chi conosce i propri limiti e valorizza le proprie virtù, chi sa che essere libero è faticoso ma impagabile. Nella storia troviamo vari esempi di persone che non sanno cos’è la libertà: come, ad esempio, gli schiavi in Egitto, nell’antica Roma, nel medioevo e perfino nel secolo scorso, soprattutto in America. Per la libertà molti hanno sacrificato la propria vita, ad esempio, durante la Seconda Guerra Mondiale. All’interno di molte famiglie, bambini e donne vengono maltrattati e  non hanno diritto di vivere liberamente, per non parlare, di immigrati che vengono sfruttati. Si pensa che la nostra società sia progredita e civile. Ma effettivamente, è così?

 La nostra costituzione è frutto del sacrificio di molte vite e garantisce le libertà fondamentali, ma ancora oggi sono tanti gli abusi e i soprusi.

Fin dove possono privarci della nostra libertà?

In questi ultimi 2 anni di pandemia, come è oramai noto, ha cambiato radicalmente la nostra vita. Le libertà personali sono state limitate. Le misure stringenti di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica, dovuta dalla diffusione del coronavirus, sono state sottoposte ad alcune criticità e tensioni l’assetto delle fonti del diritto, interessando per la prima volta tutto il suolo nazionale. Nella Costituzione non è prevista, esplicitamente, la dichiarazione di “Stato di emergenza”, ma solamente lo “Stato di guerra”, che viene ricorso esclusivamente in casi straordinari di urgenza e di necessità. L’adozione delle misure restrittive: limitazione degli spostamenti, obbligo di mascherina, lezioni scolastiche a distanza, sospensione di alcune attività ecc…, sono state ordinate in vista della salvaguardia e della tutela della salute individuale e collettiva.  Nella generalità delle persone si è trovato sorprendentemente una adattabilità e consenso alle precauzioni e raccomandazioni prese del governo. Al contrario, però, si è assistito ad una “militarizzazione” dei comuni pur dovendosi affidare al senso di libertà comune ed all’autodeterminazione.

Pericolo di ritorno al totalitarismo?

Il pericolo di una nuova era totalitaria è molto concreto, cio’ è anche dovuto all’attenzione che viene data, solo ad alcuni aspetti dei regimi dittatoriali, come ad esempio il fascismo. Si pensa che il segnale per riconoscere un totalitarismo sia la presenza di una figura bellicista, razzista e antisemita e, quindi, se in Italia , al giorno d’oggi non ci sono leggi che discriminano etnie, vuol dire che il rischio di totalitarismo non esiste. Non sono solo persone armate che possono fare nascere una dittatura, sono sufficienti, anche se a prima vista pacifichi, soprusi quotidiani, forzature di poco conto, atti apparentemente banali. In questi ultimi due anni si è assistito al confronto tra coloro che hanno considerato questo periodo come “dittatura sanitaria”, e coloro che hanno accetto le limitazioni della libertà individuale, con lo scopo di tutelare la salute collettiva.

 

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