Significato
Quando parliamo di libertà intendiamo la
condizione per cui una persona può decidere di pensare, agire senza costrizioni
ed esprimersi in qualsiasi modo, ricorrendo alla volontà di ideare e mettere in
atto un’azione, attraverso una libera scelta degli strumenti che vengono
ritenuti utili per realizzarla.
Costituzione: articolo
13
“La libertà
personale è inviolabile.
Non è ammessa forma alcuna di
detenzione, di ispezione o perquisizione personale, né qualsiasi altra
restrizione della libertà personale, se non per atto motivato dell'Autorità
giudiziaria e nei soli casi e modi previsti dalla legge. In casi eccezionali di
necessità ed urgenza, indicati tassativamente dalla legge, l'autorità di
Pubblica sicurezza può adottare provvedimenti provvisori, che devono essere
comunicati entro quarantotto ore all'Autorità giudiziaria e, se questa non li
convalida nelle successive quarantotto ore, si intendono revocati e restano
privi di ogni effetto.
È punita ogni violenza fisica e morale sulle
persone comunque sottoposte a restrizioni di libertà.
La legge stabilisce i limiti
massimi della carcerazione preventiva. “
Realtà
La libertà
di un individuo finisce dove comincia quella di un altro.
Agire
liberamente non comporta il diritto di ledere la libertà di altri.
C’è bisogno,
quindi, di regole, che possiamo trovare nei trattati nazionali e nella nostra
Costituzione; i quali contengono, in diversi articoli, i diritti della libertà. Avere delle
regole e rispettarle, è necessario per avere una società civile. E’ giusto
avere delle limitazioni che siano uguali per tutti.
Questo consente il mantenimento di un
equilibrio all’interno della convivenza tra le persone. L’ assenza di leggi,
comporterebbe soltanto
La nostra costituzione è frutto del sacrificio
di molte vite e garantisce le libertà fondamentali, ma ancora oggi sono tanti gli abusi e i soprusi.
Fin dove possono privarci della nostra libertà?
In questi ultimi 2 anni di pandemia,
come è oramai noto, ha cambiato radicalmente la nostra vita. Le libertà personali
sono state limitate. Le misure stringenti di contenimento e gestione
dell’emergenza epidemiologica, dovuta dalla diffusione del coronavirus, sono
state sottoposte ad alcune criticità e tensioni l’assetto delle fonti del
diritto, interessando per la prima volta tutto il suolo nazionale. Nella
Costituzione non è prevista, esplicitamente, la dichiarazione di “Stato di
emergenza”, ma solamente lo “Stato di guerra”, che viene ricorso esclusivamente
in casi straordinari di urgenza e di necessità. L’adozione delle misure
restrittive: limitazione degli spostamenti, obbligo di mascherina, lezioni
scolastiche a distanza, sospensione di alcune attività ecc…, sono state
ordinate in vista della salvaguardia e della tutela della salute individuale e
collettiva. Nella generalità delle
persone si è trovato sorprendentemente una adattabilità e consenso alle
precauzioni e raccomandazioni prese del governo. Al contrario, però, si è
assistito ad una “militarizzazione” dei comuni pur dovendosi affidare al senso
di libertà comune ed all’autodeterminazione.
Pericolo di ritorno al totalitarismo?
Il pericolo di una nuova era totalitaria
è molto concreto, cio’ è anche dovuto all’attenzione che viene data, solo ad
alcuni aspetti dei regimi dittatoriali, come ad esempio il fascismo. Si pensa
che il segnale per riconoscere un totalitarismo sia la presenza di una figura
bellicista, razzista e antisemita e, quindi, se in Italia , al giorno d’oggi
non ci sono leggi che discriminano etnie, vuol dire che il rischio di
totalitarismo non esiste. Non sono solo persone armate che possono fare nascere
una dittatura, sono sufficienti, anche se a prima vista pacifichi, soprusi quotidiani,
forzature di poco conto, atti apparentemente banali. In questi ultimi due anni
si è assistito al confronto tra coloro che hanno considerato questo periodo
come “dittatura sanitaria”, e coloro che hanno accetto le limitazioni della
libertà individuale, con lo scopo di tutelare la salute collettiva.
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