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L'illuminismo e la società moderna



Nel pensiero 
illuministico sono centrali: la tolleranza, il cosmopolitismo, la riforma penale, i concetti di laicità, libertà e uguaglianza. 

Ma quanto, riguardo a queste idee, si è radicato, effettivamente, nella società odierna?

La libertà di un uomo è un concetto molto complesso, che, al giorno d'oggi, viene reclamato, osannato, e altrettanto negato e oppresso. L'uomo moderno è libero da un punto di vista legislativo , poiché libero di scegliere, professare la propria religione ed esporre le proprie idee in ogni modo, nella maggior parte degli  Stati civilizzati. 
Bisogna ricordare, pero', che la libertà è valida fino al momento in cui non comprometta la libertà di un altro individuo, come ricorda Martin Luterking: "La mia libertà finisce dove inizia la tua". 

Ma fino a dove si può limitare la libertà di una persona? 

Alcuni paesi, nonostante le conquiste degli ultimi secoli, caratterizzate da maggior apertura mentale, non solo detengono il potere di opprimere le libertà individuali, ma anche la capacità di porre fine alla vita stessa di un individuo.

Cinquantatré Stati, tra cui Cina, alcuni Stati degli Stati Uniti, Arabia Saudita, Egitto, Giappone ,Bielorussia e India, continuano a mantenere, all'interno dei propri ordinamenti, la pena di morte (o capitale), applicandola come punizione a delitti.
 
All'interno dell'opinione pubblica, si fa strada,  un dibattito tra chi sostiene la pena, e chi, invece, ne chiede l'abolizione. 
Tra i favorevoli ci si appella all'esigenza di giustizia; è considerata l' unico deterrente alla criminalità e l'unico caso in cui cederebbero allo Stato il potere di appropriarsi della vita e della libertà di una persona, placando, in questo modo, il rancore dei parenti delle vittime e attenuando la tentazione di vendette private. 
Risale al 30 novembre scorso la notizia di un'esecuzione di condanna a morte nella Stato del Missouri , di Kevin Johnson, un uomo colpevole di aver ucciso un agente di polizia. 
Il trentasettenne afroamericano é stato ucciso tramite iniezione letale, nel penitenziario statale di Bonne Terre. L'uomo era affiancato dal reverendo Darryc Gray, pastore e attivista per i diritti razziali.
Si tratta della seconda esecuzione statale e la diciassettesima negli USA dall'inizio del 2022. 
Questa circostanza equivale, a parer mio, ad un significativo fallimento di un governo, ritenuto incapace di creare un deterrente solido contro la criminalità .

Gli illuministi si sono sempre espressi contro la pena di morte. 
Cesare Beccaria, nel 1764, pubblica il trattato "Dei Delitti e Delle Pene", sostenendo che l'utilizzo della pena di morte da parte di uno Stato per punire un delitto, equivarrebbe ad un omicidio di Stato:

"Parmi un assurdo che le leggi che sono l'espressione della pubblica volontà, che detestano e puniscono l'omicidio, ne commettano uno esse medesime, e, per allontanare i cittadini dall'assassinio, ordinino un pubblico assassinio."

Beccaria realizzò una completa laicizzazione del diritto penale, che sulla base del suo ideale, doveva occuparsi di reati e non di peccati. 

In molti casi la pena di morte può essere un mezzo per colpire minoranze etniche o religiose, riducendo al silenzio gli oppositori politici e aumentando il rischio di morte di innocenti. 

Il regime iraniano, per esempio, ha sempre applicato esecuzioni come strumento per intimidire e reprimere manifestazioni.
Tortura e altri maltrattamenti sono rimaste pratiche diffuse e sistematiche. 

Tra le idee illuministiche, Verri, attraverso la ricostruzione di un famoso processo, che vede come protagonista Guglielmo Piazza, accusato di aver diffuso la peste a Milano attraverso unguenti velenosi, espone la sua critica alla tortura, ritenendola in grado di costringere un innocente a mentire, assumendosi la responsabilità di un reato non commesso:

"Tutte queste otto proposizioni si pongono da una parte della bilancia. Dall'altra si ponga un timore vivissimo dello strazio e de' spasmi sofferti, indi la ragione pesi e decida qual delle due parti più' inverosimiglianza". 

Le autorità iraniane hanno sempre fatto uso illegale della forza letale. 
Le donne, come le persone lgbt, le minoranze etniche e religiose, sono soggette a totale intolleranza da parte dello Stato, che calpesta le libertà fondamentali e il diritto dell'uguaglianza. 

I diritti sono "umani" proprio perché appartengono all'uomo come tale, indipendentemente da distinzioni di genere, etnia e orientamento sessuale. Queste sono ritenute le caratteristiche principali del cosmopolitismo, nel quale un uomo si riconosce cittadino del mondo.

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