Marzia era una ragazza di 17 anni che viveva in un paesino in provincia di Napoli, aveva gli occhi azzurri, i capelli castani, un sorriso smagliante e un fisico slanciato .
Frequentava la classe terza liceo, ed aveva una vita sociale molto attiva: aveva un vasto gruppo di amici, all’ interno del quale c’era un ragazzo, di un anno più grande, con cui aveva intrapreso da poco “un’amicizia speciale”, diventando la coppia più invidiata della scuola.
Lui si chiamava Lorenzo, ed era il classico “belloccio”: capelli biondi, occhi azzurri, alto, fisico scolpito e capitano della squadra di calcio del paese.
Amava i complimenti e sentirsi al centro dell’attenzione, doveva dimostrare sempre di essere in grado di ottenere tutto ciò che desiderava.
Un giorno i suoi amici proposero una scommessa, la quale prevedeva l’ invio di una fotografia che ritraeva la propria “ragazza” svestita.
Marzia era considerata una ragazza seria, con dei principi, ma , come tutte le sue coetanee, era insicura riguardo il suo aspetto fisico e sempre in cerca di conferme.
Arrivarono i primi complimenti e lusinghe da parte di Lorenzo, che le faranno riporre molta fiducia in lui.
Arrivò la richiesta, la richiesta fatale;
In chat Lorenzo le chiese una foto con il seno scoperto, come dimostrazione d’ amore nei suoi confronti.
Marzia, inizialmente era totalmente contraria, ma si lasciò convincere ad assecondare la richiesta del suo primo amore.
Lorenzo inoltrò la foto all’interno di una chat di gruppo con i suoi amici, che dopo aver constatato la riuscita della scommessa, si complimentarono con lui, alzando ancora di più la sua autostima.
Questo evento corrispose all’inizio di una tragedia.
La foto era stata a sua volta inoltrata ad altre persone, e in pochissimo tempo era in possesso di tutti, tanto che, la polizia si presentò a casa di Marzia per avvertire i genitori della ragazza dell’immagine che circolava su internet.
Marzia piombò in uno stato di ansia e depressione, la sua privacy era stata violata da un ragazzo in cui riponeva molta fiducia.
Cambiò scuola, ma un anno dopo apparve un profilo instagram falso, con il suo nome e ,come foto di profilo, il suo seno.
Dallo spazio virtuale, le violenze si spostano in quello reale, nei corridoi scolastici, dove la ragazza veniva presa di mira, insultata e schernita.
La scuola era diventata un inferno e Marzia era sempre più isolata, aveva paura ed era stanca, con la convinzione di essersi ferita da sola.
Tentò il suicidio, e nonostante ciò, il bullismo non si placò, in rete spuntarono commenti carichi d’odio dove le si augurava la morte.
Si trasferì nuovamente, ma le foto in rete continuarono a perseguitarla .
Nonostante venisse assistita da psicologi e seguisse una terapia farmacologica contro la depressione, Marzia piangeva ogni notte, facendosi del male tagliandosi. Completamente prostrata, decide di procurarsi deliberatamente la morte.
I genitori la trovarono impiccata nella sua cameretta e si ripromisero di non darsi pace finché non si sarebbe fatta giustizia.
Il giudice, dopo qualche tempo, fece arrestare il ragazzo per il reato commesso , la famiglia ne fu grata, precisando, però, che i persecutori di sua figlia erano molti di più.
Commenti
Posta un commento